Progetti di Ricerca

Progetto per il finanziamento della rete dei laboratori
afferenti al gruppo GIMEMA per la caratterizzazione
genetica delle leucemie mieloidi acute - LAM.




Il progetto sulla leucemia mieloide acuta, condotto nel periodo Giugno 2008 - Maggio 2010, è stato incentrato sulla diagnostica avanzata di laboratorio, volta all'identificazione delle aberrazioni genetiche specifiche di questa malattia. Al fine di migliorare e omogeneizzare la diagnostica di laboratorio sul territorio nazionale, il progetto ha coinvolto una rete di 19 laboratori, distribuiti in 10 città (Roma, Bologna, Ferrara, Bari, Perugia, Napoli, Torino, Milano, Palermo, Catania). Attraverso l’attivazione di contratti di ricerca per biologi e tecnici di laboratorio, il progetto ha consentito di implementare le tecniche diagnostiche per il riconoscimento delle alterazioni delle cellule leucemiche nella leucemia acuta mieloide. La diagnosi genetico-molecolare di queste leucemie, come indicato dalle linee guida pubblicate a livello internazionale, consente oggi di ottenere un più preciso inquadramento nosologico delle varie forme, e nel futuro potrebbe essere assai importante per identificare nuovi bersagli terapeutici.
L'utilizzo di terapie sempre più “mirate” potrebbe consentire una maggior efficacia terapeutica combinata ad una significativa diminuzione della tossicità del trattamento. Il lavoro svolto dai giovani impegnati in questi laboratori è consistito nell'analisi citogenetica convenzionale (studio del cariotipo) ed avanzata (tecniche di FISH, SKY, etc.) nonché nella messa a punto e impiego di tecnologie biomolecolari (PCR qualitativa e quantitativa) per la identificazione delle lesioni geniche più minute (piccole duplicazioni, mutazioni puntiformi, etc) associate alla leucemia acuta mieloide. L'attività svolta grazie al finanziamento dell‘AIL ha consentito di perfezionare l'affidabilità dei laboratori di riferimento di alta specialità dislocati nel territorio nazionale, i quali offrono oggi una diagnostica moderna e all’avanguardia per tutti i pazienti italiani affetti da leucemia acuta mieloide su tutto il territorio nazionale. Il lavoro svolto nell’ambito del progetto è stato oggetto di diverse pubblicazioni (Cilloni et al. J. Clin. Oncol 2009; Gruszka et al, Blood 2010; Gorello et al. Haematologica 2008) e comunicazioni ad importanti convegni nazionali ed internazionali (Società Italiana di Ematologia, Milano 18-21 Ottobre 2009; European Hematology Association, Barcellona, 10-13 Giugno 2010).



Progetto AIL per il finanziamento della ricerca biologica e
clinica sulla leucemia acuta promielocitica - LAP.




Il progetto sulla leucemia acuta promielocitica, avviato a Maggio del 2009, è associato ad un nuovo protocollo clinico sperimentale del GIMEMA, finalizzato a verificare la possibilità di curare questa leucemia senza far ricorso alla chemioterapia. È importante sottolineare che il trial clinico, che coinvolge oltre 50 Istituti Universitari o Ospedalieri in Italia, è condotto in collaborazione con due prestigiosi gruppi cooperativi tedeschi, e cioè il S.A.L. (coordinato dal Prof. Ehninger) ed il AMLSG (coordinato dal Prof. H. Dohner). Lo studio mette a confronto una terapia ben consolidata già sperimentata con grande successo dal gruppo GIMEMA (protocollo AIDA) con una terapia differenziativa basata su triossido di arsenico e acido retinico. La leucemia acuta promielocitica è la forma più aggressiva e pericolosa di leucemia acuta. Se non diagnosticata rapidamente e trattata con le terapie adeguate in centri di alta specializzazione, questa leucemia è invariabilmente fatale in poche ore o giorni, soprattutto a causa del rischio di gravissime emorragie interne. Nel corso degli ultimi 20 anni, grazie anche alle ricerche condotte in Italia dal gruppo GIMEMA, la proporzione dei pazienti guariti è passata dal 20% al 80%, ed oggi la leucemia promielocitica è considerata la forma di leucemia acuta più frequentemente guaribile nell’adulto. Questo straordinario progresso è il risultato di una diagnostica più accurata in associazione all’utilizzo di terapie specifiche mirate contro la lesione genetica della malattia, il che si traduce in maggiore efficacia terapeutica e minore tossicità per il malato. Grazie all'attivazione di 10 contratti di ricerca per biologi e tecnici, assegnati ai centri di Roma, Bergamo, Vicenza, Bologna, Genova, Napoli, Milano, Reggio Calabria, è stato possibile a partire dal Maggio 2009 implementare la diagnostica di laboratorio e le tecniche di monitoraggio della malattia in questi pazienti. I contrattisti hanno avviato un programma di standardizzazione delle metodiche (PCR, immunofluorescenza, analisi quantitativa della malattia residua) volto alla omogeneizzazione dei test per la valutazione della diagnosi e della risposta alla terapia. Allo stato attuale, sono stati arruolati ben 140 pazienti nello studio e sono in corso di valutazione i risultati clinici. Tutti i pazienti arruolati hanno avuto confermata a livello genetico-molecolare la diagnosi di leucemia promielocitica. I risultati preliminari di questo lavoro, che è ancora in corso e sarà completato nel giro di un anno circa, sono stati pubblicati su importanti riviste internazionali (Grimwade et al., J Clin Oncol 2009; Sanz et al, Blood 2009) e presentati al Congresso internazionale sulla leucemia acuta promielocitica (Roma, 24-26 Settembre 2009).



Protocolli per giovani adulti e adolescenti con
Leucemia Linfoide Acuta - LLA.



Recenti pubblicazioni sembrano dimostrare che gli adolescenti ed i giovani adulti con Leucemia Linfoide Acuta (LLA) hanno una prognosi migliore se trattati con i protocolli pediatrici. Tale miglioramento non sembra essere giustificato dalle differenti caratteristiche biologiche della malattia mentre sembra essere rilevante la diversa strategia terapeutica, come quella attualmente adottata in età pediatrica dai maggiori gruppi cooperativi internazionali.
Seguendo queste indicazioni, anche in Italia abbiamo valutato retrospettivamente i pazienti arruolati negli ultimi anni negli studi GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto) ed AIEOP (Associazione Italiana Ematologia ed Oncologia Pediatrica) confermando quanto già riportato in letteratura.
È stato quindi deciso di trattare nei Centri GIMEMA i pazienti di età inferiore ai 30 anni con il protocollo utilizzato per i bambini dal Gruppo AIEOP (Associazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica)
Il protocollo prevede l’arruolamento di almeno 30 pazienti di età da 18 a 30 anni ed il coinvolgimento 20 Centri di Ematologia afferenti al GIMEMA.
LAL Ph+


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